Rimozione tatuaggi: bolle d’acqua post trattamento, cosa sono, perché si presentano e come affrontarle

Dopo i trattamenti di rimozione dei tatuaggi con il laser è possibile che si presentino delle piccole bolle d’acqua. Come affrontarle ed evitare che si presentino nelle sedute successive?


Rimozione tatuaggi con laser: come funziona?

Per la moda. Per dimostrare l’attaccamento alla nostra squadra del cuore. Per dimostrare il nostro amore verso una persona. Per suggellare una grande amicizia. Per fare una piccola pazzia. Per essere più intriganti. Per entrare a far parte di un gruppo. Ci sono tantissimi motivi che ci possono spingere a farci un tatuaggio piccolo o grande, ben visibile o nascosto, sobrio o coloratissimo.

In ogni caso, dopo qualche anno, è possibile pentirsi di questa scelta. Secondo alcuni studi, il pentimento, prima o dopo, arriva per oltre il 50% dei tatuati. Insomma, le probabilità di rimorso per un tattoo sono davvero tante: per fortuna, esistono diversi metodi per la rimozione tatuaggi.

La tecnica più utilizzata e più apprezzata, negli ultimi anni, è certamente la rimozione tatuaggi mediante laser. Durante questo processo assolutamente non invasivo – rispetto alle ‘aggressive’ rimozioni chirurgiche o dermoabrasioni – un intenso fascio di luce viene proiettato sulla pelle da trattare. In questo modo le particelle dei pigmenti del tatuaggio vengono frammentate, e nei giorni e nelle settimane successive alla seduta verranno naturalmente espulse dal nostro organismo.

Il risultato – dopo un numero variabile di sedute – sarà la scomparsa del tatuaggio. Se il trattamento verrà effettuato a regola d’arte, per opera di medici specializzati ed esperti, il risultato sarà perfetto, senza nessuna cicatrice.

Va però sottolineato che, per quanto efficace e non invasiva, anche la rimozione tatuaggi con laser richiede un certa cura da parte del paziente tra una seduta e l’altra. Per quanto non ‘attaccata’ dal laser, infatti, la pelle viene comunque sottoposta ad uno stress anomalo, il quale può portare alla formazione di rossori, di piccole bollicine d’acqua e via dicendo.

Vediamo insieme quali sono le caratteristiche tipiche più tipiche del post-trattamento laser, e quali precauzioni prendere per ottimizzare il risultato.

durante i trattamenti laser di rimozione tatuaggi è frequente la comparsa di bollicine d'acqua. Come trattarle e perché compaiono?

La rimozione tatuaggi con il laser e la formazione delle bollicine

Spesso, dopo una seduta di rimozione tatuaggi con laser, sulla pelle trattata compaiono delle piccole bolle d’acqua. Questo, va detto, non è in nessun caso allarmante, e anzi, è un’ulteriore prova dell’effettivo funzionamento del laser.

Chi ha una pelle particolarmente sensibile, chi tende a scottarsi in spiaggia o in montagna, ha maggiori probabilità di ritrovarsi con la formazione lieve di piccole bolle d’acqua dopo un trattamento laser.

Ma perché queste bollicine d’acqua si formano? Non si è forse detto che il laser non va a colpire la pelle, quanto invece le sole particelle d’inchiostro del tatuaggio? Tutto vero. Non fosse che lo stesso riscaldamento delle particelle d’inchiostro può andare a riscaldare, di riflesso, anche la pelle circostante, con la conseguente formazione di piccole bollicine d’acqua, generate da queste mini-ustioni.

Nei giorni successivi al trattamento è molto importante non andare a danneggiare o scoppiare queste piccole bolle, le quali infatti rappresentano un’efficace tecnica del nostro organismo per proteggere la pelle da possibili infezioni (andando a coprire eventuali parti esposte, così da schermarle dall’azione dei batteri). Le bolle durano solitamente tra i 3 e i 10 giorni, e sono assolutamente sopportabili.

Vuoi conoscere quali sono i tatuaggi più rimossi? Leggi l’approfondimento: Rimozione tatuaggi: se hai uno di questi potresti pentirtene da qui a breve (lo dicono i numeri)!

Croste e gonfiore post trattamento di rimozione tatuaggi con laser

Altro effetto collaterale piuttosto diffuso ma altamente sopportabile, dopo una seduta di rimozione tatuaggi, è il gonfiore, il quale appare abbastanza presto, come risposta al calore causato a livello dell’epidermide dal laser. Lo stesso gonfiore, però, sparirà molto velocemente, non appena il nostro organismo si accorgerà che non c’è nessuna infiammazione da combattere.

Parte cruciale della rimozione tatuaggi attraverso laser poi è la formazione delle crosticine, le quali nella maggior parte dei casi inglobano le particelle di inchiostro frammentate dal laser. Togliere queste crosticine prima del tempo, infatti, significa moltiplicare le possibilità di formazione di cicatrici.

In ogni caso, dopo ogni singola seduta di rimozione tatuaggi con laser, è necessario prendersi cura della pelle con delle creme antibatteriche, coprendo – per i primi due giorni – la parte trattata con delle apposite garze vasellinate.


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