Rimozione tatuaggi: cosa è e come si svolge la rimozione chirurgica

Rimozione tatuaggi chirurgica: come funziona? Si tratta di una tecnica invasiva?


Rimozione tatuaggi: meglio il laser o la chirurgia?

Un tatuaggio non è per sempre, o almeno, non lo deve essere per forza. Tutti quanti, quando decidono di farsi incidere un particolare disegno o una particolare scritta sulla propria pelle, sono sicuri di volerlo portare per tutta la vita. Senza una tale dose di entusiasmo, d’altronde, la stessa usanza dei tatuaggi non avrebbe ragione di esistere.

Ma si sa, le mode cambiano, così come le opinioni, gli stili di vita, le passioni e via dicendo. La rimozione tatuaggi, dunque, arriva sempre più spesso in soccorso di persone che non vogliono più avere a che fare con quel preciso tatuaggio fatto anni prima, per le più differenti ragioni.

Talvolta quel disegno è legato ad una storia d’amore finita male. Altre volte, invece, è l’espressione di un modo di vedere la vita ormai mutato, e altre volte ancora finisce per essere un ostacolo per la carriera professionale dell’individuo.

Per tutti questi motivi, insomma, si può affermare che sì, per fortuna esistono delle tecniche efficaci per la rimozione tatuaggi. Negli ultimi anni, non c’è dubbio, il metodo che va per la maggiore è quello della rimozione con l’ausilio del laser, una terapia non invasiva che permette di frantumare e quindi di eliminare i pigmenti del tatuaggio senza andare a colpire la pelle circostante.

Ma perché sono sempre più le persone che si affidano a questo specifico trattamento? Per capirlo, non c’è niente di meglio che andare ad analizzare quello che, fino a qualche anno fa, era considerato il migliore tra i metodi per la rimozione tatuaggi, pur con tutti i suoi evidenti limiti. Stiamo parlando, ovviamente, della rimozione chirurgica dei tatuaggi.

Al confronto tra rimozione chirurgica e rimozione laser dei tatuaggi abbiamo dedicato proprio un articolo. Ecco quale: Rimozione tatuaggi: laser VS chirurgia. Abbiamo un vincitore! 

La rimozione tatuaggi: il metodo chirurgico

In molti, prima dell’avvento delle tecnologie laser specifiche, facevano affidamento alle tecniche chirurgiche per la rimozione tatuaggi. Non si parla, del resto, di un unico metodo: i chirurghi potevano infatti offrire servizi di dermoabrasione, di escissione e di criochirurgia, in base al tipo di tatuaggio.

Quando si parla di rimozione chirurgica dei tatuaggi, però, si parla per antonomasia della asportazione vera e propria della porzione di pelle interessata.

Sono due gli aspetti che saltano subito all’occhio quando si parla di rimozione chirurgica dei tatuaggi. Da una parte, c’è l’aspetto positivo. Il tatuaggio, essendo concretamente ‘asportato’, scompare immediatamente (o quasi, come vedremo tra poco). È però lampante anche l’aspetto negativo, ovvero la presenza di un taglio, e quindi anche quella di una vistosa cicatrice.

Ma guardiamo più da vicino la rimozione tatuaggi chirurgica. In primo luogo, questo intervento non può essere effettuato su qualsiasi tipo di disegno. I tatuaggi di ampie dimensioni, infatti, non possono eliminati con questa tecnica, per ovvi motivi.

Laddove i tatuaggi particolarmente piccoli possono essere rimossi con un unico intervento, i disegni leggermente più grandi richiedono tendenzialmente due sedute, con almeno tre o quattro mesi di pausa tra un intervento e l’altro (per permettere alla pelle di guarire prima di procedere con un altra operazione).

Si tratta in ogni caso, a tutti gli effetti, di un vero e proprio intervento chirurgico, che prevede l’asportazione della pelle interessata e il riavvicinamento dei lembi attigui, nonché di un’opera certosina di sutura.

rimozione tatuaggi chirurgica: scopri come funziona e perché molti preferiscono la rimozione tatuaggi con laser

In alcuni casi, del resto, si rende necessario prelevare della pelle dal paziente o sfruttare dei materiali di bioingegneria per fare un inserto di pelle.

Come è comprensibile, per quanto possa essere esperto e competente il chirurgo che effettuerà l’operazione, la comparsa di una o più cicatrici in luogo del tatuaggio asportato è di fatto assicurata.

Un metodo meno invasivo per la rimozione tatuaggi

Non tutti, però, desiderano sottoporsi ad una operazione chirurgica con tanto di vistosa cicatrice per rimuovere un tatuaggio. Anzi, da quando le odierne tecnologie offrono un’alternativa efficace, meno invasiva e meno traumatica, la fetta di persone che si rivolge alla rimozione chirurgica dei tatuaggi si è fortemente assottigliata.

Perché ricorrere all’asportazione della pelle e quindi ad un intervento che lascerà senza dubbio una cicatrice, quando è possibile affidarsi ad un trattamento con dispositivo laser per la rimozione tatuaggi, in grado di cancellare i pigmenti colorati sottopelle, senza danneggiare l’epidermide soprastante?


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