Rimozione tatuaggi: i pericoli dei trattamenti con acido lattico

Una tecnica, non professionale, di rimozione tatuaggi è l’impiego dell’acido lattico per trattare l’area. Ecco tutti gli effetti collaterali ed i pericoli di questo trattamento.


Rimozione tatuaggi: il trattamento con acido lattico.

Qualche anno fa, anche in Italia, era stata registrata una sensibile ondata di di interesse nei confronti della rimozione tatuaggi senza laser, attraverso l’impiego di un particolare metodo nato in Germania, chiamato ‘Skinial‘. Si trattava, nello specifico, di un trattamento basato sull’utilizzo dell’acido lattico, il quale era stato immesso sul mercato italiano come un semplice ‘cosmetico’. Tale promettente novità, però, venne ben presto smascherata.

Non c’è dubbio: in molti preferirebbero poter semplicemente usare una crema topica da applicare su un tatuaggio per vederlo scomparire, senza doversi sottoporre a dei trattamenti di rimozione tatuaggi con laser, i quali richiedono talvolta più di una seduta, e non sono del tutto economici. Ma si sa, la beffa – e il danno – sono sempre dietro l’angolo, e quando si tratta della propria pelle – e della propria salute – è sempre meglio informarsi in modo molto approfondito prima di agire.

Rimozione tatuaggi con acido lattico: un trattamento molto pericoloso.

Il trattamento ‘cosmetico’ con l’acido lattico per la rimozione dei tatuaggi, oltre a non presentare dei risultati sicuri, è infatti anche pericoloso per la pelle, tanto da indurre un pubblico ministero italiano a sospendere la commercializzazione del prodotto.

I fatti risalgono al 2014, quando il pm Raffaele Guariniello ricevette una email da un semplice cittadino, nella quale si richiedeva di indagare su un misterioso prodotto cosmetico, ritenuto nocivo e potenzialmente illegale. Fu così che il pubblico ministero iniziò a studiare il metodo Skinial, per arrivare, alla fine, alla sospensione della commercializzazione da parte del Ministero della Salute.

rimozione tatuaggi acido lattico: ecco tutti i pericoli e perché utilizzare sempre la tecnologia laser. In italia l'impiego di acido lattico per la rimozione di tattoo è vietato

Ma dove risiede l’effettiva pericolosità del prodotto?

Sorvolando sull’assenza di garanzie circa la reale efficacia di questo metodo per la rimozione dei tatuaggi, va specificato prima di tutto – come sottolineato da Guariniello – che il prodotto non può essere in nessun modo classificato come un cosmetico. Pensando ad un cosmetico in molti pensarono del resto ad una semplice crema, per poi scoprire invece che l’acido l’attico non andava spalmato, bensì iniettato sotto pelle. Come poterlo definire, dunque – in modo legale – semplicemente ‘cosmetico’?

Altra peculiarità che allontana lo Skinial dalla categoria dei cosmetici è il suo essere corrosivo, come riportato del resto da un evidente simbolo stampato sull’etichetta del prodotto. Anche su quest’ultima, del resto, c’è da ridire, in quanto non è stata tradotta in italiano. Ad ogni modo, le diciture ‘corrosivo’ e ‘irritante per la pelle’ sono presenti, caratteristiche non certo conciliabili con qualcosa che deve essere iniettato sotto la pelle.

Come ha spiegato il pm, in seguito a delle perizie espressamente richieste, il prodotto in questione per la rimozione dei tatuaggi è «estremamente irritante per gli occhi e la cute» e presenta il «rischio di infezioni che possono degenerare in granulomi epidermici».

Ma come funzionerebbe il metodo di rimozione tatuaggi detto Skinial?

L’acido lattico viene iniettato sotto pelle con uno specifico macchinario volto alla creazione di microdermoabrasioni, il quale – a sua volta – non può essere classificato come apparecchio per la cosmesi.

Effettuate le perizie del caso, il pm ha immediatamente vietato la commercializzazione del prodotto, il quale veniva immesso sul mercato da una singola azienda di Torino, la quale deteneva l’esclusiva per la messa in commercio nel nostro Paese. Subito dopo è partita anche la procedura per la violazione del codice del consumo, per tutti i motivi già esposti.

Nel dettaglio, come si legge nelle perizie richieste dal pm, l’azione depigmentante dell’acido lattico per la rimozione tatuaggi avverrebbe di fatto attraverso un diffuso effetto necrotizzante, il quale può prendere di mira qualunque tipi di cellula. Il suo utilizzo, dunque, potrebbe dare il via a pericolose infezioni cutanee, le quali nei casi peggiori potrebbero degenerare in granulomi epidermici.

È dunque palese l’inferiorità del metodo Skinial di fronte alla rimozione tatuaggi con il laser: quest’ultima, infatti, non attacca in modo indiscriminato qualsiasi cellula, basandosi sul principio della selettività termocinetica. La lunghezza d’onda del laser, infatti, viene settata in base al colore del tatuaggio e al tono della pelle, in modo da non colpire la cute, quanto invece i soli pigmenti del tatuaggio, i quali vengono via via frammentati.


Affidati agli specialisti

La prima consulenza è sempre gratuita!